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un ringraziamento a P

e a tutti quelli come lui

L'altro giorno è morto il mio amico P. L'ho saputo appena in tempo per andare al funerale, negli ultimi anni non avevamo contatti. Molti anni fa (mentre io leggevo lenin e dormivo nel mio letto tutte le sere) si era rovinato il fegato con l'eroina in turchia, e da allora non era mai più stato veramente bene. Aveva poi messo in piedi una vita di lavoro e di famiglia, ma senza mai rinnegare le scelte della sua giovinezza di cui parlava spesso con nostalgia e sorridente ironia.
Anche noi, una volta lo facevano i veneziani, abbiamo mandato in oriente alcuni dei migliori della nostra generazione: a cercar spezie, come marco polo. Tutti sono ritornati cambiati dal viaggio, non sempre in meglio. Molti hanno -come si dice- pagato con la vita la loro curiosità, mentre i benpensanti li prendevano in giro, terrorizzati dalla radicalità del loro rifiuto.
Un giorno bisognerà smettere di guardare questa gente con l'occhio del moralista, e cercar di capire quel che hanno prodotto. Scommetto che allora ci accorgeremo che questo occhio disincantato che abbiamo quando osserviamo la nostra vita (uno dei nostri lati migliori) ce l'hanno regalato loro, tirato fuori dallo zaino sporco, mentre ci raccontavano di autostop lunghi 3000 km e notti nel deserto. Anche quando non hanno piantato bandiere su territori inesplorati della mente (ma alcuni invece sì!), ascoltare da loro che ci fossero altri mondi, oltre alla provincia veneta degli anni settanta, è stato per noi un invito a conoscere, a confrontare, a cambiare.

   tomaso boniolo - 4 May 2008

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