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cristina campo

mi sono arrivate sei (6!) email di commenti molto critici sul mio ultimo post (Jesus is a friend of mine). Il leit-motiv: mi si accusa di essere cinico. Per non continuare a deludere, reagisco con questo testo di cristina campo. Lei di solito scrive meglio, ma la storia è degna di attenzione, e la conclusione sorprendente...
"In un'epoca di progresso puramente orizzontale, nella quale il gruppo umano appare sempre più simile a quella fila di cinesi condotti alla ghigliottina di cui è detto nelle cronache della rivolta dei Boxers, il solo atteggiamento non frivolo appare quello del cinese che, nella fila, leggeva un libro. Sorprende vedere altri azzuffarsi a sangue, in attesa del loro turno, sul preferito tra i carnefici operanti sul palco. Si ammirano i due o tre eroi che ancora lanciano vigorose fiondate all'uno o all'altro carnefice imparzialmente (poiché è noto che di un solo carnefice si tratta, se anche le maschere si avvicendino). II cinese che legge, in ogni modo, mostra sapienza e amore alla vita.
E’ prudente dimenticare che, secondo la cronaca, quell’uomo dovette a ciò la sua testa: 1'ufficiale tedesco di scorta ai condannati non resse alla sua compostezza e gli fece grazia. E’ decente ritenere le parole che il cinese proferì, interrogato, prima di perdersi tra la folla:
«Io so che ogni rigo letto è profitto». E’ lecito immaginare che il libro che egli teneva tra le mani fosse un libro perfetto."
Cristina Campo, GLI IMPERDONABILI (Milano: Adelphi, 2002)

   tomaso boniolo - 2 October 2008
   tags:
letteratura

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