Quest'anno, per quello che valgono, i miei auguri sono per la parte migliore dell'italia: per voi 4 milioni di persone che lavorate come matti in un posto dove i modelli vincenti sono la velina e il calciatore, che risparmiate e comprate case, automobili e tutto il resto -e quindi, zitti zitti, combattete nella maniera migliore la crisi economica- che siete la parte meno corrotta, più dinamica, più prolifica del paese, per voi che pagate la pensione di mia madre. I vostri figli, anche se subiscono le pressioni incrociate di un ambiente e di un governo razzista, non diventano -in media- più delinquenti dei loro coetanei italiani: vuole dire che li educate bene, e non dev'essere facile in un mondo diverso e ostile, con i diritti civili ridotti al minimo. Soprattutto per questo vi ammiro molto. L'unica cosa che vi manca è il passaporto (e parecchi di voi non hanno nemmeno il permesso di soggiorno). Spero che presto chi ci governa si accorga prima di quello che siete e poi di quello che fate. Prometto di fare quel che posso perché succeda presto.
A voi (e anche a tutti gli altri, con l'eccezione dei razzisti che vi aggrediscono e di quelli che battono loro le mani, o girano la testa per non vedere) dedico questa frase del noto estremista John Cage: "Non ho paura delle idee nuove, ho paura piuttosto delle idee vecchie". Auguri.