Come una sberla a freddo, la prima pagina del libro che sto rileggendo in questi giorni (Il pianeta di Mr Sammler, di Saul Bellow, 1970) ci offre questa riflessione:
"L'uomo intellettuale era diventato un essere spiegante. I padri ai figli, le mogli ai mariti, i conferenzieri agli ascoltatori, gli esperti ai profani, i colleghi ai colleghi, i medici ai pazienti, l'uomo alla propria anima, tutti spiegavano. Le radici di questo, le cause di quest'altro, l'origine di determinati eventi, la struttura, i motivi per cui. E, nella maggior parte dei casi, dentro da un'orecchio e fuori dall'altro. L'anima voleva quel che voleva. Aveva la propria naturale conoscenza. Se ne stava seduta infelicemente, povera creatura, in cima a sovrastrutture di spiegazioni, e non sapeva da che parte girarsi, dove dirigersi".
Settantenne sopravvissuto all'olocausto, il signor Artur Sammler osserva le strade di New York "invase dalla follia" (tenuta a bada solo apparentemente dalle spiegazioni, ma in realtà trionfante). D'altra parte già qualche anno prima, in "Herzog", Bellow ci aveva avvertito che "le fondamenta razionali della modernità vengono astutamente accettate dall'uomo come trampolino di lancio per irrazionalità sempre più incontrollate"...
Sammler è il più conservatore (per dirla tutta, reazionario) della lunga serie dei suoi protagonisti: il successo di Andy Warhol (mascherato da uno pseudonimo ma ben riconoscibile) dipende dal fatto che "quegli intellettualoni hanno scoperto che la pazzia è una forma più alta di conoscenza". E anche Freud non ne esce molto meglio "Libertà! Fraternità! Uguaglianza! Adulterio!".
Mentre "la maggioranza se ne andava in giro come sotto l'effetto di un incantesimo, sonnambuli, circoscritti, nella morsa di secondarie attività nevrotiche" Sammler riflette che bisogna imparare a DISTINGUERE, attività "più evoluta" di quella dello spiegare...
Grande e tormentato critico di tutto quello che chiamiamo moderno, Bellow-Sammler non è il farmacista che cura il mal di vivere, è il chirurgo che asporta le illusioni. La sua irresistibile comicità è solo l'anestetico.
L'uomo è vulnerabile all'uomo