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Su un testo di Andrea Segre

Questo testo di Andrea Segre, regista padovano che vive a Roma, sul lato pubblico del suo mestiere di regista, cioè quello che lo porta a girare per l'Italia presentando i suoi film e incontrando gli spettatori, mi ha fatto venire in mente un paio di osservazioni:
a) è vero che esiste nel nostro paese una fitta rete di gruppi, associazioni, comitati, insegnanti, genitori, studenti, professori che spendono tempo ed energie per organizzare occasioni di confronto e dialogo. È vero che di fronte a loro stanno le furbizie di pochi poteri molto ben organizzati. È vero che negli ultimi, diciamo, due decenni il solco tra la fatica, la speranza, l'urgenza civile di creare spazi di crescita culturale e sociale e le piccolezze, furbizie, provincialismi e scorrettezze si è allargato fino a diventare un abisso. È tutto vero, e Segre lo descrive bene, in questo testo e soprattutto nei suoi film.
b) Però è altrettanto vero che nessuno è un eroe, o un farabutto, a tempo pieno. Le due Italie che Andrea nomina litigano furiosamente, ma condividono i posti di lavoro, le piazze, i bar, la tavola di cucina e il divano davanti alla televisione. E si mescolano, si scambiano le parti: un leghista che aiuta l'africano "simpatico" a fare le pratiche per il permesso di soggiorno, il militante antiTAV che non paga le tasse o picchia la moglie e i figli. Leggendo i giornali a volte ho l'impressione che in questo paese sia abitato da 120 milioni di schizofrenici. Carlo Severi mi scrive che in Italia il meglio del meglio e il peggio del peggio vivono abbracciati, a scopo di eterna e reciproca dannazione.
c) Non mi sto lamentando per questa mancanza di confini netti: l'ultima volta che da noi le cose sono state più o meno chiare correva l'anno 1943, c'era una guerra civile in corso. Non ho nessuna nostalgia della guerra civile, anzi penso che, se vogliamo evitare la prossima, serva investire più tempo e più energia nel descrivere il grigio che divide il bianco dal nero. Nella convinzione che raccontare la parte complicata e nascosta della realtà sia molto utile, molto produttivo e forse anche molto divertente.

   tomaso boniolo - 25 March 2010

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