Un certain regard
Citando Coleridge [1] J.L. Borges dice: "da svegli le immagini ci ispirano emozioni, mentre quando sognamo le emozioni ci ispirano immagini".
Forse possiamo cominciare definendo lo sguardo dell'artista come uno sguardo sognante. Se penso ai grandi cicli di pitture rupestri, realizzati molte migliaia di anni fa, non mi viene in mente una definizione migliore di questa: sono visioni di uno sguardo sognante. [foto 1] La storia dell'arte figurativa comincia da là, e dovremmo ricordarlo più spesso.
In generale l'arte primitiva è talmente concentrata sul soggetto da portarci naturalmente sul territorio del sacro. Però devo dire subito che qui non ho tanto in mente la religione, quanto una sua faccia speciale, quella del misticismo.
L'intuizione del mistico è questa: se arrivi a capire l'essenza di una pietra, o di un animale, o anche di una persona, puoi capire l'essenza del mondo. Le tecniche dei mistici (l'isolamento, la meditazione, l'ascesi) -potremmo anche dire la loro liturgia- non sono molto diverse da quelle degli artisti. Il digiuno dell'artista "morto di fame" conferma, nella forma dello stereotipo, la somiglianza.
Le religioni invece pensano in termini di Rivelazione, di costruzione di gerarchie, di conversioni di popoli interi. Progetti a lungo termine, che rendono necessario stabilire con il tempo un'accordo, una routine.
Cose che lasciano il mistico del tutto indifferente, lui guarda e attende il momento assoluto dell'illuminazione. E annota, nel caso di Meister Eckhart: "l'occhio, nel quale io vedo Dio, è lo stesso occhio, da cui Dio mi vede; il mio occhio e l'occhio di Dio, sono un solo occhio e una sola conoscenza". [foto 2] Questo occhio condiviso con Dio ha visto / è stato visto dai capolavori dell'arte (giardini zen, bisonti di Altamira, ecc). Mentre il vescovo dice le sue orazioni, lo sguardo dell'artista, quello del mistico, sono una specie di preghiera: lo sguardo sognante di cui parlavo prima, che unisce in maniera -mi dispiace dirlo- ineffabile il tutto e ogni sua parte, il presente e tutti i tempi. Dato che, come dice un altro mistico cinese dell'8° secolo, Han-Shan (Montagna Fredda): "Lo scricciolo fa il nido al centro della foresta, ma gli basta un solo ramo".
L'idea per questa nota mi è venuta l'estate scorsa a Strasburgo, in un bel pomeriggio di sole. [foto 3] Stavo seduto in un caffè all'aperto e guardavo verso una lunga serie di facciate di case alsaziane in riva a un canale. Solo due finestre erano aperte, si vedeva una stanza ingombra di scatole di cartone e di tessuti arrotolati. [foto 4] Nella mia testa tutte le case in riva a quel canale, potenzialmente tutta la città, si sono riempite di cartone e di stoffa. Dato che le altre finestre erano chiuse, era possibile che tutte quelle case fossero riempite dall'installazione di un'artista. Chilometri di scaffali, quintali di feltro, una gigantesca installazione alla Beuys. Non è una questione di attenzione: chissà quanta altra gente quel pomeriggio ha notato quelle finetre aperte su un arredamento disordinato. Ma certamente un numero minore di persone (forse quel pomeriggio solo io) hanno visto la grande installazione strasburghese di Beuys. Oppure anche, detto con Meister Eckhart, le scatole e le stoffe hanno guardato soltanto me.
[1]Come fa spesso, Borges non cita alla lettera. In questo caso dice di più e meglio di Coleridge. Qui il testo originale: "In ordinary dreams we do not judge the objects to be real; we simply do not determine that they are unreal. The sensations which they seem to produce, are in truth the causes and occasions of the images; of which there are two obvious proofs: first, that in dreams the strangest and most sudden metamorphoses do not create any sensation of surprise: and the second, that as to the most dreadful images, which during the dream were accompanied with agonies of terror, we merely awake, or turn round on the other side, and off fly both image and agony, which would be impossible if the sensations were produced by the images". (Literary Remains (1), LECTURE XII. DREAMS, APPARITIONS, ALCHEMISTS, PERSONALITY OF THE EVIL BEING, BODILY IDENTITY)